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NORDICA JOURNAL

FIS SLALOM @ LEVI (FIN), COMMENTATO DA PAOLO DE CHIESA

15-11-2016

Barrata ma senza esagerare, la pista offriva un ottimo grip anche sul muro centrale. Il valore aggiunto è stato determinato dalle ondulazioni del terreno, più marcate sul piano iniziale, altrimenti assai monotono, in aggiunta al dosso creato per la prima volta a tre quarti del ripido, baluardo da affrontare con le pinze per non sbagliare nel cruciale punto di raccordo con il tratto finale. Inspiegabilmente assente il numero uno Kristoffersen, alle prese per problemi di sponsor con la propria federazione, Hirscher ha dominato illudendo gli avversari, staccati di pochi decimi in apertura, prima di volare nella seconda, più sinuosa sul muro. Puntuale su ogni palo, arretrato mai oltre i limiti concessi dal personalissimo rapporto peso-potenza, il fuoriclasse austriaco ha lasciato a un secondo e tre il fratello di Mario Matt, per la prima volta sul podio e, ad un altro centesimo, uno straordinario Manfred Moelgg, al 18° podio in carriera. Manny è tornato a sciare come prima della rottura del tendine d’Achille di due anni fa, semmai dimostrando una verve raramente sciorinata in precedenza: tagliare le linee come ha fatto l’azzurro sul ripido è un suicidio tattico, senza la capacità sopraffina di diluire la presa di spigolo in fase di inversione, a tale stregua, rarefatta in spazi limitati! Peccato per Neureuther, 4° a dieci centesimi dal podio, bruciato negli ultimi dieci secondi di gara dopo aver fatto qualche insolito scarabocchio alla fine del ripido, laddove, invece, la consueta e proverbiale precisione avrebbe dovuto consentirgli un abbrivio migliore. Visti gli sprazzi di immensa classe, però, l’alfiere del Team Nordica si rifarà presto!

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