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FIS SUPER G @ BEAVER CREEK (USA), COMMENTATO DA PAOLO DE CHIESA

Parlare di superG. , rappresentato in questo caso da una mini pista di un minuto, senza muro iniziale, per non parlare del salto del Golden Eagle e della successiva compressione, spianati come biliardi, mi sembra improprio! Per dovere di cronaca, annotiamo la vittoria dell’austriaco Franz, al primo successo nella specialità, graziato dall’eliminazione del baratro soprastante, inagibile per troppa neve, dove avrebbe avuto ancor più difficoltà del giorno prima in discesa: bravo a sfruttare l’occasione e infilarsi nel rush conclusivo come un missile, impedendo agli avversari di recuperare! Alle sue spalle, tanto per cambiare, verrebbe da dire, ecco il solito Caviezel, al terzo podio consecutivo in questa stagione, l’unico, insieme al norvegese Kilde, ad avvicinarsi al vincitore nell’ultimo parziale, tanto da risalire dall’undicesimo posto dell’ultimo rilevamento intermedio. Sulle code dello svizzero, ad affollare eccezionalmente il piedestallo, ecco un terzetto blasonato: Paris, Svindal e Kilde, a 41 centesimi di distacco. Se Svindal ha stupito per il coraggio, Kilde per il ritrovato assetto sullo sci, Paris mi ha emozionato per la prova di carattere. L’azzurro ha reagito come un leone alla mezza delusione di 24 ore prima con una gara all’attacco, atteggiamento sempre rischioso quando gli sci devono scorrere su un manto così morbido, da accarezzare. Ma il fuoriclasse del Team Nordica è riuscito perfettamente nell’impresa, pennellando a destra e a manca, aggiudicandosi un podio da ricordare. L’Italia corse ha issato in dodicesima posizione un ottimo Marsaglia, in pieno recupero dopo il calvario delle ultime stagioni: che bello vedere trionfare la resilienza, la passione e la forza di volontà sulla… sfortuna! 

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