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FIS SLALOM @ LEVI (FIN), COMMENTATO DA PAOLO DE CHIESA

La neve che abbiamo visto in pista è stata per la maggior parte recuperata dagli hangar, parcheggiatavi dalla stagione scorsa, in aggiunta a quella artificiale e a qualche fiocco del cielo. Eppure, questa anomala mistura ha tenuto alla grande, consentendo anche a chi scendeva dopo il 70 di qualificarsi nei trenta e accedere alla seconda manche, a tratti più veloce e aritmica. Ha vinto Hirscher, al termine di un duello sul filo dei centesimi con l’eterno rivale Kristoffersen, lanciatosi all’attacco nella ripresa nel disperato tentativo di recuperarne 7 dopo il giro di boa. Pur sciando d’incanto, semmai peccando di smania di strafare nelle prime porte sul ripido, il norvegese ha dovuto inchinarsi al re, come troppe volte l’inverno scorso per distacchi nemmeno quantificabili. Impossibile ravvisare il guizzo vincente in un’analisi comparata: i due mostri sacri sciano esattamente alla pari ma, semplicemente, il cronometro continua ad arridere all’austriaco, robot infallibile! Sul podio, anche il campione olimpico Myhrer, graziato dal deragliamento sul dosso davanti all’arrivo del francese Noel, nuovo astro dello slalom, sopraggiuntovi a velocità supersonica ( 24 centesimi da Kristoffersen ) , ma senza il dovuto anticipo di traiettoria e troppo inclinato di busto. Purtroppo, non abbiamo visto al via il tedesco Felix Neureuther, vincitore un anno fa, fratturatosi il pollice della mano destra in allenamento. In casa Italia, nulla di fatto: fuori Moelgg per inforcata, il migliore è stato Gros, 17° su una pista da sempre indigesta, mentre Maurberger ha colto un buon 22° posto partendo col 50.

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