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FIS DOWNHILL @ LAKE LOUISE (CAN), COMMENTATO DA PAOLO DE CHIESA

Manto intonso, duro come il marmo ma non ghiacciato, tantomeno aggressivo, dunque ideale per tirare a piacere le lunghe curve che caratterizzano la Men’s Olimpyc. Ha vinto l’austriaco Franz, bravo a sfruttare a meraviglia il numero uno, perfetto ovunque, visto che la neve si è scaldata, velocizzandosi nei tratti di scorrimento, solo per gli ultimi a partire. Max ha sciato d’incanto, soprattutto sul muro centrale, azzeccando al millimetro e con tempismo eccezionale il cambio di spigoli sul cambio di pendenza, un crinale dove non si vede sino all’ultimo la porta sottostante, una doppia su piede destro dove si viene letteralmente risucchiati nel vuoto dalla forza di gravità. In scia, ecco un incredibile Innerhofer, mai così performante su questo tracciato, insufficientemente tecnico per i suoi gusti. Ancora in vantaggio di 8 centesimi in fondo al muro, l’azzurro, anche se migliorato sui piani, non è riuscito a tenere il passo del vincitore negli ultimi 30 secondi, piatti ma da sempre chiave di volta del tracciato canadese. Sul podio, a completare l’indimenticabile giornata azzurra, ecco Domink Paris, a dir poco fantastico per condotta di gara. Sesto prima della vertigine a metà pista, il fenomeno del Team Nordica, ha avuto il coraggio di indirizzare le punte dei suoi sci sulla linea di massima pendenza, esibendosi in un taglio di traiettoria in cima al ripido che solo i fuoriclasse possono permettersi, passaggio valsogli la rincorsa al piedestallo: bravissimo! Da segnalare la prova dell’attesissimo Feuz, solo 6° dopo aver umiliato gli avversari nella seconda prova, così come l’ottimo 8° posto di Svindal, sceso con un vistoso tutore alla mano sinistra dopo la recente operazione al pollice.

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