NORDICA JOURNAL

FIS WORLD CUP GIANT SLALOM @ VAL D'ISERE (FRA), COMMENTATO DA PAOLO DE CHIESA

11/12/2017

Dopo la bufera notturna, per precauzione, la partenza è stata abbassata di 7/8 porte, nulla togliendo alla spettacolarità di una delle piste più belle del mondo. Le difficoltà insite in un pendio che non da tregua, tra muri ripidissimi e dossi da assecondare con tempismo e sincronismo perfetto, questa volta erano acuite dal manto irregolare, a chiazze ghiacciate alternate a zone con molto grip:  bisognava avere grande sensibilità negli appoggi, appannaggio dell'intuizione e della memorizzazione in fase di ricognizione, più che della percezione visiva, data la visibilità non ottimale. Ha vinto il francese Pinturault, capace di reinventarsi nel giro di una settimana dopo il fiasco di Beaver Creek. Se sulle nevi americane, Alexis aveva sciato un po' come con i vecchi sci di 35 metri di raggio, puntando sui pali e aggrappandosi agli spigoli, a Val d'Isere il campionissimo transalpino è riuscito ad attaccare deformando lo sci di 30 metri all'inizio della curva e, solo allora, appiccicandosi alle porte con traiettorie millimetriche. Neppure un violentissimo impatto con la mano sulla base di un rapid gate ha potuto sbilanciarlo, frangente in cui sarebbe bastato perdere l'assetto del bacino e delle spalle anche solo un attimo per finire fuori linea e cedere il passo agli avversari, lasciati sulle code a partire dal tedesco Luitz , bravissimo a precedere Hirscher, al comando a metà gara, ma impreciso nella ripresa, oltreché sfortunato per essersi ritrovato il telo di una porta sul braccio destro per alcune curve. Gli italiani non hanno brillato, piazzando Eisath 12°, ma in declino nella ripresa. Unica nota positiva in casa azzurra, la buona prova di Borsotti, 18°dopo due anni di stop, mentre De Aliprandini, terminatogli in scia, merita comunque un applauso per aver corso con nove punti di sutura sulla tibia.

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