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NORDICA JOURNAL

FIS WC SLALOM @LEVI (FIN), COMMENTATO DA PAOLO DE CHIESA

17/11/2014

Come per il gigante di Solden, dopo 8 mesi di black out, eravamo tutti in attesa del verdetto della…. Black Levi, pista a 3 facce, con piano ondulato iniziale e un bel muro che sfocia in un rush finale da azzeccare in ingresso. Scongiurate le due opposte incognite su Hirscher ( avrebbe confermato la supremazia dimostrata in gigante sovvertendo i pronostici su Ligety o, per converso, avrebbe risentito in rapidità fra i rapid gates a causa della nuova corazza muscolare esibita a Solden? ) , possiamo apprestarci a vivere una stagione infuocata all’insegna del palo snodato. Ha vinto Kristoffersen, 6 podi compreso il bronzo olimpico nella passata stagione in slalom, appiccicandosi alle code di Hirscher in apertura ( 6 centesimi ) e inventandosi un capolavoro nella ripresa. Pazzesco come ha sciato l’asso norvegese, sia nella tripla di sbieco che immetteva nel muro con una lunga da immediato cambio di ritmo e arco di curva, sia sul ripido, affrontato con sfrontatezza nelle traiettorie, millimetriche in entrata e abbondanti in uscita per dar sfogo allo sci, una manovra da autentico fuoriclasse su pendio e neve del genere. Avvisato in partenza dal boato della folla, Hirscher non si è tirato indietro, attaccando ogni palo in anticipo, spesso abbattendolo con il parastinchi, ma dovendosi inchinare allo stratosferico rivale per 12 centesimi… Che meraviglia vedere sul podio Felix Neureuther, il terzo componente del trio dominatore dello scorso inverno! Il campionissimo della Nordica, seppur indolenzito dall’ormai endemico mal di schiena e a corto di preparazione, si è superato con un rocambolesco recupero dall’ottava piazza parziale, incantando con il suo inconfondibile stile. In questa gara al fulmicotone, il Team Nordica ha confermato in orbita Dopfer, l’altro tedesco dai piedi d’oro, sul podio in gigante a Solden e nel gotha dello slalom a Levi ( 6° ) . Benissimo anche gli azzurri, con Thaler, nonnetto di quasi 37 anni issato sugli scudi dal suo impeccabile modo di sciare ( 5° ) , Razzoli 12° e soprattutto il desaparecido Deville, partito con il numero 70, 13°.

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