NORDICA AMBASSADOR PROFILE: KJETIL ANDRE AAMODT

KJETIL ANDRE AAMODT È, INDISCUTIBILMENTE, IL PIÙ FAMOSO BRAND AMBASSADOR NORDICA, E IL PIÙ FEDELE AL MARCHIO, CON LA CUI ATTREZZATURA HA GAREGGIATO E SCIATO SIN DAL LONTANO 1989.

 

Nato a Oslo, è stato il primo sciatore alpino norvegese a riportare in patria una medaglia olimpica dall’oro del leggendario Stein Eriksen nello slalom gigante delle Olimpiadi invernali di Oslo, nel 1952.

Kjetil Andre Aamodt è diventato il più decorato sciatore alpino nella storia delle Olimpiadi, con otto medaglie in totale:   

 4 medaglie d'oro   (Super G, Albertville 1992; Super G & Combinata, Salt Lake City 2002; Super G, Torino 2006)

 2 medaglie d'argento   (Discesa libera & Combinata, Lillehammer 1994) 

 2 medaglie di bronzo   (Slalom Gigante, Albertville 1992; Super G, Lillehammer 1994). 

Lungo la sua brillante carriera, ha guadagnato 20 medaglie nelle massime competizioni, e una Coppa del Mondo.

In questo percorso, Aamodt e i suoi compagni di squadra Ole Kristian Furuseth, Finn Christian Jagge, Atle Skårdal, e Lasse Kjus hanno gettato le basi dell’attuale superpotenza dello sci alpino che è la Norvegia.

Non male per un ragazzo che, per sua stessa ammissione, voleva “giocare a calcio più che andare a sciare”.

“Mio padre, però, voleva che diventassi uno sciatore, e alla fine passavamo molto tempo in famiglia con gli sci ai piedi. Il passo divenne naturale quando mio padre iniziò anche ad allenare lo sci club locale”.

Come buona parte dei bambini norvegesi in età scolastica, che crescono immersi nella potenza dello sci nordico nel Paese, anche Kjetil faceva sci di fondo, partecipando anche ad alcune competizioni tra i sette e gli otto anni di età. Giocava a hockey sul ghiaccio e ovviamente a calcio, prima di incontrare la musa dello sci alpino.

Gli eroi di infanzia che Kjetil cita nello sci sono suo padre e la leggenda svedese Ingemar Stenmark. È stato il padre ad averlo ispirato, e ad avergli insegnato a sciare e a competere nello sci alpino. Ed è stato l’incomparabile svedese ad avergli insegnato a vincere come nessun altro.

Ci vuole certamente più dell’ispirazione e dell’allenamento per essere competitivo – e per vincere a maggior ragione – ai più alti livelli. Serve lavoro di squadra, anche in uno sport incredibilmente individualista come lo sci. Kjetil dice: “avevamo quattro regole non scritte: uno, dare il buon esempio alzandosi presto la mattina e lavorando sodo; due, essere onesti e non parlare mai alle spalle altrui; tre, essere corretti e condividere ciò che si fa, senza gelosie; quattro, rispettarsi a vicenda”.

Aggiunge: “per essere un leader volevo semplicemente lavorare duro, più duro di tutti (sic) sia fuori che in pista”. Quel lavoro di team ha trasformato da allora in poi la Norvegia in una inarrestabile potenza e ha fatto sorgere definitivamente l’esemplare cultura agonistica fatta di duro lavoro, correttezza e successo dietro ai vari Aksel-Lund Svindal, Kjetil Jansrud, Aleksander Aamodt Kilde e Henrik Kristoffersen, per nominarne alcuni.

Abbandonato il circo bianco, Kjetil è diventato l’organizzatore di una gara annuale per 120 bambini, con i quali può condividere il suo grande amore per lo sci e le sue conoscenze.

 

DICE KJETIL: “QUALSIASI COSA È MOLTO SERIA QUANDO SEI GIOVANE E HAI FAME DI SUCCESSO. VORREI AVER AVUTO UNA PROSPETTIVA MIGLIORE QUANDO GAREGGIAVO: MI AVREBBE FACILITATO LE COSE. ERO TROPPO NERVOSO, OGNI VOLTA”. FORSE QUESTO SPIEGA IL SUO MOTTO PERSONALE, CHE È SEMPLICEMENTE: “SII GENTILE”.

 

 

 

 

 

LUNGO LA SUA BRILLANTE CARRIERA, HA GUADAGNATO 20 MEDAGLIE NELLE MASSIME COMPETIZIONI, E UNA COPPA DEL MONDO.

 

Oggi, Kjetil Andre Aamodt guarda con affetto alla sua carriera agonistica. Amava davvero “la sensazione di correre giù per il pendio a 110 all’ora; l’adrenalina; la paura, lo spirito di squadra, e l’eccitazione del dominio sulla pista”. Le due cose più emozionanti che ha fatto, dice, sono: “aver pilotato un caccia F16 e aver corso a Kitzbuehel”, non necessariamente in questo ordine. Quello che a Kjetil non manca è “stare seduto su una seggiovia a venti gradi sotto zero”.

Quando gli abbiamo chiesto cosa gli manca dello sci agonistico, sorride. “Passare la linea del traguardo con la sensazione di aver dominato il tracciato”.

Kjetil Andre Aamodt ha condiviso questo dominio con Nordica dal 1989. “C’era il modello di scarponi Grand Prix” dice “e Furuseth li usava con grandi soddisfazioni”. Kjetil lo ha seguito all’istante. Oggi preferisce lo Speedmachine “con il suo fit perfetto per i miei piedi, e le prestazioni ideali in ogni situazione”. Il suo sci preferito? “il modello WC SL da 165 cm. Adeguatamente rialzato.. divertente ma impegnativo” considera. Da ambassador Nordica, Kjetil si diverte particolarmente “a sciare con i prodotti e a incontrare sempre belle persone”.

Da quando è un padre orgoglioso, il punto di vista di Kjetil su molte cose si è modificato. Ad esempio, non passa 180 e più giorni all’anno con gli sci ai piedi, ma è felice di passarne anche solo una ventina. Potendo scegliere, li spenderebbe con i suoi figli in qualche località del Colorado, con neve polverosa e abbondante e, ancora più importante, con un clima tiepido e assolato.

Siamo felici che un perfetto gentiluomo, e non di meno un asso dello sci di caratura assoluta, ci abbia regalato parole così importanti e significative. Da rifletterci vivendo.. e sciando.

 

Dave Fonda
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